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Astinenza periodica: chi ha fede fa più sesso?

di Aldo Carnero — Musicista e autore

Astinenza periodica

Il 25 settembre l’Atlantic ha pubblicato un articolo intitolato «The Americans Having the Most Sex». Gli americani che fanno più sesso.

Lo firmano Brad Wilcox e Grant Bailey, due dei quattro autori di un rapporto uscito lo stesso giorno per l’Institute for Family Studies, un centro studi americano che si occupa di matrimonio e famiglia.

La frase su cui si regge tutto è questa: nessun gruppo di americani sembra fare più sesso – e sesso più soddisfacente – degli uomini e delle donne sposati che frequentano con regolarità un luogo di culto.

Poche righe dopo, la stessa idea si accorcia in una sentenza: «In America today, the faithful are having more sex». In America, oggi, chi ha fede fa più sesso.

Ho aperto il rapporto. Si intitola The Devout Difference, la differenza dei devoti.

Prima di arrivare alla parte interessante, però, conviene guardare chi ha risposto.

Chi ha risposto

Il sondaggio l’ha condotto YouGov fra febbraio e marzo. Ha raccolto 3.125 persone. Erano tutte sposate.

Gli autori non lo nascondono: il rapporto parla di matrimonio fin dal sottotitolo. I numeri più forti dell’articolo, poi, non vengono nemmeno da lì. Il 62% dei praticanti che fa sesso almeno una volta a settimana, contro il 48% dei laici, viene dal General Social Survey: un’indagine pubblica, pagata con fondi federali, che negli Stati Uniti si fa dal 1972.

Su quel confronto non ho niente da dire. Fra le coppie sposate, chi frequenta un luogo di culto dichiara più sesso di chi non lo frequenta. Ne prendo atto.

Il mio problema è il titolo.

Fra i 20 e i 54 anni è sposato il 60% dei religiosi. Dei laici, il 42%. Nel confronto entrano quindi quarantadue laici su cento. Gli altri cinquantotto non li ha interpellati nessuno: single, conviventi, divorziati, coppie che non si sono mai sposate e non hanno intenzione di farlo. Quanto sesso facciano e quanto ne siano contenti, il rapporto non lo sa. Non l’ha chiesto.

Nessun gruppo di americani sembra fare più sesso degli sposati che frequentano un luogo di culto, dice l’articolo. Fra quelli a cui l’hanno domandato.

Una cautela, a dire il vero, gli autori la mettono. Parlando di divorzi, scrivono che il vantaggio dei cattolici praticanti «riflette quasi certamente anche effetti di selezione»: chi divorzia, probabilmente, si allontana più facilmente dalla fede.

La applicano ai divorzi. Nella parte sul sesso non compare.

Eppure il meccanismo regge uguale. Una coppia che sta bene, la domenica, ci va insieme. Una che non si parla più, prima o poi, smette. Fra chi continua ad andarci restano soprattutto quelli che stanno bene. Quanto pesi non lo so. Sarebbe la prima domanda che farei ai dati.

C’è anche un’altra cosa, nell’Atlantic, proprio accanto a quel 62%. I praticanti sono quelli che vanno a una funzione almeno due volte al mese. Il gruppo, precisano gli autori, è fatto «soprattutto di cristiani, ma comprende anche ebrei e musulmani».

Chiesa, sinagoga o moschea: basta andarci due volte al mese.

Fra poco serve.

Il riquadro

Il rapporto ha uno sponsor. Si chiama FOCUS, Fellowship of Catholic University Students: un movimento missionario cattolico che lavora nelle università, il più grande del paese secondo il rapporto stesso.

Non lo nascondono nemmeno questo. Lo scrivono in una nota redazionale e lo ripetono nei ringraziamenti. EWTN, la rete televisiva cattolica, raccontando lo studio l’ha messo nero su bianco.

Lo sponsor ha anche un riquadro tutto suo, The FOCUS Difference. Serve, spiega la nota, a misurare «un gruppo di cattolici laici eccezionalmente devoti». Per questo FOCUS ha mandato lo stesso questionario ai propri ex membri, via email. Hanno risposto in 1.219. Gli sposati erano 660.

Sulla devozione non c’è partita. Gli ex FOCUS aderiscono alla dottrina più di chiunque altro, pregano di più, vanno a messa di più. L’84% considera il matrimonio indissolubile, contro il 39% dei cattolici praticanti. Sono i più devoti dei devoti.

Poi si arriva al sesso.

A conti grezzi, gli ex FOCUS lo fanno almeno una volta a settimana in sessantasette su cento. I cattolici praticanti in sessantanove. Ma gli ex FOCUS sono giovani, sposati in media da cinque anni. L’età, scrive il rapporto, è il fattore che pesa di più: chi è più giovane ne fa di più.

Tenuto conto dell’età, del sesso e dell’istruzione, gli ex FOCUS ne fanno meno dei cattolici praticanti. Ne fanno meno anche dei cattolici nominali, quelli che a messa ci vanno meno di due volte al mese.

Sulla soddisfazione va peggio. A parità di condizioni i cattolici praticanti hanno molte più probabilità di dirsi contenti della propria vita sessuale.

Gli autori lo chiamano «un risultato sorprendente».

La spiegazione

La sorpresa dura poco. Mezza pagina dopo la spiegazione è pronta.

Gli ex FOCUS, ipotizzano gli autori, praticano con buona probabilità i metodi naturali di regolazione delle nascite: il 91% si dice aperto alla vita. I metodi naturali, ricorda il rapporto, comportano un’«astinenza periodica».

In altre parole, questi risultati «sono probabilmente attribuibili alla pratica sincera della loro fede, più che a una mancanza di desiderio o a una crisi coniugale». E subito dopo: «I nostri risultati rafforzano ulteriormente il valore di una fede attiva e coerente per le coppie sposate».

Rileggo il titolo dell’Atlantic. Chi ha fede fa più sesso.

Rileggo il riquadro. Chi ha più fede di tutti ne fa meno. Anche questo, a quanto pare, dimostra il valore della fede.

Quello che non mi torna è il ragionamento. Una spiegazione che funziona tanto quando i devoti fanno più sesso quanto quando ne fanno meno è molto comoda da avere.

Non sbaglia mai.

La prima raccomandazione

In fondo al rapporto ci sono le raccomandazioni. La prima si rivolge ai giovani che pensano al matrimonio e alle coppie già sposate:

«Andate in chiesa con regolarità, pregate spesso e (se siete studenti) prendete in considerazione l’idea di unirvi a un gruppo come FOCUS».

Poco più avanti, fra le realtà che formano i giovani prima del matrimonio, FOCUS torna fra parentesi: «un modello collaudato».

Il dato da cui parte tutto riguarda cristiani, ebrei e musulmani che vanno a una funzione due volte al mese.

Il gruppo che si raccomanda è un movimento missionario cattolico.

Nel suo riquadro fa meno sesso degli altri cattolici. È anche quello che ha pagato il rapporto.

Negli anni a venire

Sulla soddisfazione, comunque, gli autori restano fiduciosi. Considerato quanto gli ex FOCUS sono felici dei loro matrimoni, scrivono, «è ben possibile che la loro soddisfazione sessuale cresca negli anni a venire».

Nessuna tabella lo misura.

Su questo, per ora, bisogna crederci.

Fonti

I contenuti di questo articolo si possono citare e riprendere liberamente, in tutto o in parte. Chiediamo soltanto di indicare la fonte con un collegamento a questa pagina.

Aldo Carnero

Aldo Carnero

Musicista e autore

Aldo Carnero, Torino 1969. Su Sensi scrive di corpi, desiderio e linguaggio della società.

www.aldocarnero.it

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