A cura della Redazione Frutille
Chi vive solo, in Italia
In Italia vivono da sole circa dieci milioni di persone: è la stima ISTAT al 1° gennaio 2025, pubblicata il 31 agosto 2026. Sono il 37,5% delle famiglie e più o meno una persona su sei, perché ognuna di queste famiglie conta un solo componente. Quasi la metà ha almeno 65 anni e più di una su dieci ha almeno 85 anni, mentre chi ha meno di 35 anni vale un decimo del totale.
Il numero che si legge ogni anno
La cifra torna a ogni uscita ISTAT sulle famiglie, spesso insieme a una lettura già pronta: un paese che si scompone, legami che si allentano. L’immagine che evoca più facilmente è quella di una persona giovane in città, in un appartamento piccolo.
Prima della composizione conviene fissare la base. La percentuale che circola è calcolata sulle famiglie. Nel loro conto ogni casa pesa uno, come una cassetta delle lettere nell’androne: dietro possono esserci cinque persone o una sola, la cassetta resta una. Così le famiglie di una persona sono più di una su tre, mentre le persone che vivono sole sono una su sei. Sono lo stesso fenomeno visto da due lati: scambiarli vuol dire cambiarlo.
Circolano poi versioni diverse della stessa percentuale, per ragioni di metodo più che per errore. Il Censimento permanente del 2022 dava le famiglie unipersonali al 37,4% del totale. L’indagine campionaria Aspetti della vita quotidiana, in media sul biennio 2022-2023, dava le persone sole al 34,4% delle famiglie. Le previsioni con base al 1° gennaio 2025 partono dal 37,5%. Ognuna va citata con la sua fonte e il suo anno, che è la prima cosa a perdersi quando il numero passa di mano.
Com’è fatto, quando lo si apre
La tavola ISTAT divide i dieci milioni per sesso e per classi di cinque anni. Letta così, cambia forma. Le persone sole sotto i 35 anni sono circa un milione, il 10% del totale. Fra i 35 e i 64 anni sono 4,4 milioni, il 43,7%. Dai 65 anni in su sono 4,6 milioni, il 46,3%, cioè poco meno della metà. Dagli 85 anni in su, chi vive da solo conta un milione e duecentomila persone: più di tutte quelle sotto i 35 messe insieme.
Anche il sesso cambia lato a metà strada. In ogni classe d’età fino ai 59 anni vivono da soli più uomini che donne; fra i 60 e i 64 i due numeri quasi coincidono, 465mila uomini e 460mila donne. Dopo prevalgono le donne, fino a superare il rapporto di tre a uno dagli 85 anni in su. Ne escono due gruppi di peso quasi identico: 3,3 milioni di uomini sotto i 65 anni e 3,2 milioni di donne dai 65 in su. Insieme fanno quasi due terzi del totale.
La vedovanza, che è l’immagine opposta a quella del trentenne, copre solo una parte del quadro. Nella media 2022-2023 le persone sole non vedove erano il 22,4% delle famiglie, su un 34,4% complessivo: vedove e vedovi sono quindi circa un terzo di chi vive solo. Gli altri due terzi vivono soli per ragioni diverse, a tutte le età.
Va corretto anche il paesaggio. Al Censimento del 2023 le famiglie formate da una sola persona di almeno 75 anni sono 2,7 milioni, il 10% di tutte le famiglie italiane. La loro quota è più alta nei comuni rurali, dove arriva all’11,2%, che nelle città, dove si ferma al 10,1%.
Vivere soli e sentirsi soli sono due misure diverse
Il conto delle famiglie registra chi abita con chi. Non rileva come ci si sente, né quante persone si abbiano intorno appena fuori dalla porta. Per saperlo servono altre domande, che danno risposte diverse dalla prima.
L’indagine europea sulle condizioni di vita del 2022 interroga le persone di almeno 16 anni che vivono in famiglia, fuori da istituti e convivenze. In Italia dichiara di avere qualcuno su cui contare in caso di bisogno l’82,9% di chi vive in una famiglia di una sola persona adulta, contro l’81,8% dell’insieme. Nella stessa indagine chi vive solo si sente escluso dalla società un po’ più spesso: l’8,6% contro il 6,0%. Fra le persone di 75 anni e più che vivono sole, l’ISTAT rileva nel 2023 che il 92,8% può contare sui parenti, il 69,2% sui vicini, il 58,9% sugli amici. Quelle senza nessuno di questi appoggi sono il 3,2%, meno che fra le altre persone sole, dove sono il 5,3%.
Sono misure parziali e vanno tenute separate proprio per questo. Chiamare solitudine il dato sulle famiglie vuol dire rispondere con un numero a una domanda che quel numero non ha mai fatto.
Cosa cambia, se si guarda la composizione
Letto intero, il numero descrive almeno due condizioni con una parola sola. Da un lato uomini in età da lavoro, dall’altro donne dai 65 anni in su: nessuno dei due gruppi fa da solo la maggioranza. Sono vite con età, tempi e ragioni diversi, accomunate soltanto dal fatto di rientrare in una casa dove non abita nessun altro. La cifra unica le rende indistinguibili; l’immagine che le si appoggia sopra descrive una minoranza della prima e nessuno della seconda.
Vale anche per il modo in cui si scrive di vita privata, qui compreso. Molto di quello che si dice sull’intimità dà per scontata una seconda persona in casa, con lo spazio da dividere e i tempi da accordare. In più di una famiglia su tre quella persona non c’è: la casa è organizzata così. Lì anche le scelte fatte per sé, senza doverle rendere leggibili a chi passa accanto, non hanno nessuno a cui dover essere spiegate.
Nello scenario mediano, le previsioni ISTAT portano le persone sole a 11,6 milioni nel 2050, con gli ultrasessantacinquenni al 57% del totale. Quando la prossima cifra uscirà, la domanda utile resterà quella di oggi: quante di quelle persone hanno trent’anni e quante novanta.
I dati in dettaglio
Persone che vivono sole in Italia al 1° gennaio 2025, per classe d’età e sesso. Valori in migliaia.
| Classe d’età | Uomini | Donne | Totale | % delle persone sole | Su 100 persone della stessa età |
|---|---|---|---|---|---|
| 15-24 | 74 | 37 | 112 | 1,1 | 1,9 |
| 25-34 | 578 | 312 | 890 | 8,9 | 14,4 |
| 35-44 | 758 | 355 | 1.113 | 11,1 | 16,1 |
| 45-54 | 902 | 545 | 1.447 | 14,5 | 16,2 |
| 55-64 | 952 | 848 | 1.801 | 18,0 | 19,5 |
| 65-74 | 663 | 1.010 | 1.672 | 16,7 | 24,0 |
| 75-84 | 505 | 1.232 | 1.737 | 17,4 | 34,0 |
| 85 e più | 276 | 936 | 1.212 | 12,1 | 52,1 |
| Totale | 4.708 | 5.275 | 9.984 | 100,0 | 17,1 |
Fonte: ISTAT, Previsioni della popolazione residente e delle famiglie, base 1/1/2025, anno base 2025, tavola «Popolazione prevista per posizione familiare». L’ultima colonna è calcolata sul totale delle persone che vivono in famiglia nella stessa classe d’età; la riga del totale, su tutte le età. I totali possono non coincidere con la somma delle righe per effetto degli arrotondamenti.
Fonti
- ISTAT, Previsioni della popolazione residente, delle famiglie e delle forze lavoro. Base 1/1/2025, 31 agosto 2026 — dieci milioni di persone sole e il 37,5% delle famiglie nel 2025 (Prospetto 4); il 46,3% con almeno 65 anni, le donne sole ultrasessantacinquenni a 3,2 milioni, gli uomini a 1,4; le previsioni al 2050
- ISTAT, banca dati Demo, Previsioni delle famiglie, base 1/1/2025, tavola «Popolazione prevista per posizione familiare» — la composizione per classe d’età e sesso nel testo e nella tabella
- ISTAT, Annuario statistico italiano 2024, capitolo 3, «Popolazione e famiglie» — le famiglie unipersonali al 37,4% al Censimento permanente del 2022; le persone sole al 34,4% delle famiglie e quelle non vedove al 22,4% nella media 2022-2023 dell’indagine Aspetti della vita quotidiana (Tavola 3.19)
- ISTAT, Anziani: la condizione abitativa e le persone su cui contare. Anno 2023, 18 febbraio 2026 — le famiglie unipersonali di 75 anni e più al Censimento permanente del 2023, per grado di urbanizzazione (Prospetto 1); le persone su cui contano gli anziani soli
- Eurostat, Persons having someone to rely on in case of need by income quintile, degree of urbanisation and household composition (ilc_pw07), EU-SILC 2022 — Italia, famiglie di una sola persona adulta e totale delle persone di almeno 16 anni che vivono in famiglia
- Eurostat, Persons feeling left out from society by income quintile, degree of urbanisation and household composition (ilc_pw11), EU-SILC 2022 — Italia, stessa disaggregazione
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