di Aldo Carnero — Musicista e autore
Quindici, poi sedici
In uno studio fotografico di Malatya, alla fine del giugno 2018, entra un uomo sui trent’anni. Deve sposarsi, vuole il servizio completo. Concorda il prezzo, fissa la data — il 5 luglio — e se ne va.
È venuto da solo. Non è strano: le cose pratiche le sbriga chi paga.
Onur Albayrak fa il fotografo di matrimoni da sedici anni. La mattina del 5 luglio carica l’attrezzatura, va al parco Turgut Özal con gli assistenti. Lì vede la sposa per la prima volta.
«È una bambina, e ho sentito la sua paura perché tremava.»
Le chiede quanti anni ha. Lei dice «quindici». Poi si corregge: «sedici».
Quale delle due sia quella giusta non lo sappiamo. Sappiamo che una ragazzina che davanti a uno sconosciuto si aggiusta l’età di un anno ha già capito benissimo a che cosa serve quel numero.
Nessuno ha dovuto spiegarglielo.
Come è finita davvero
Albayrak dice che quelle foto non le fa. Lo sposo gli ricorda l’accordo: «Guarda i soldi che ci guadagni, la foto la fai.» Il fotografo si volta per andarsene e si prende un pugno — questa è la sua versione, l’unica che esista, perché nessuno l’ha mai verificata. Si difende. Allo sposo si rompe il naso. Li separano gli assistenti.
Poi ognuno va a casa propria e nessuno dei due sporge denuncia.
È lo stesso Albayrak a spiegare perché il matrimonio non sia stato impedito: senza una querela non c’era niente da fermare. Il Ministero della Famiglia fece sapere di aver rintracciato l’indirizzo della ragazza e aperto un esame. Come sia andato non risulta da nessuna parte. Ho cercato: non c’è.
Il resto del mondo ha titolato «Turkish wedding photographer stops child marriage».
Non ha fermato niente. Ha rifiutato un lavoro, ha rotto un naso ed è tornato in bottega, dove per settimane sconosciuti hanno fatto la guardia alla vetrina.
Otto anni dopo la storia ha ripreso a circolare, in una versione più comoda: il pugno non c’è più, il fotografo se ne va in silenzio, il matrimonio salta. La ragazza, lì, non compare proprio.
Chissà perché.
Nella stessa intervista in cui racconta la rissa, Albayrak dice l’unica cosa che serviva a qualcosa:
«Se il negozio che vede queste bambine non vende l’abito, se il parrucchiere non le pettina, se il fotografo non le fotografa, se la sala non dà lo spazio, le spose bambine diminuiranno.»
Nessuno l’ha ripresa. Si capisce: parlava di mestieri, di gente che si alza la mattina e apre un negozio. Non c’era nessuno da applaudire.
I matrimoni forzati non sono il mio argomento e non fingo che lo siano. Ma quella frase dice una cosa vera del matrimonio e solo del matrimonio: che ha bisogno di pubblico. Servono un abito, una messa in piega, una sala, qualcuno che fotografi. Chi costringe una ragazzina a sposarsi deve esibirla, altrimenti il matrimonio non esiste — e ogni persona che la vede è un punto in cui la faccenda si può inceppare.
Albayrak era uno di quei punti. Lo pagavano per guardarla.
Quattro soglie per lo stesso corpo
Da noi le cose stanno così.
A quattordici anni si possono avere rapporti sessuali: lo dice il codice penale, che scende a tredici fra ragazzi di età vicina e sale a sedici se dall’altra parte c’è un adulto con autorità.
A sedici ci si può sposare. Il codice civile lo consente con l’autorizzazione del Tribunale per i minorenni, che accerta la «maturità psico-fisica» e la «gravità dei motivi». È in vigore adesso, mentre leggete.
A diciotto — non per legge, ci arriviamo — si può comprare online un oggetto per darsi piacere da soli.
Tredici, quattordici, sedici e diciotto. Quattro numeri per lo stesso corpo, scritti in epoche diverse da uffici che non si sono parlati. Mai messi in fila su un foglio per vedere l’effetto che fanno.
C’è un solo punto in cui il nostro ordinamento ha smesso di contare gli anni e ha guardato la cosa in sé: l’articolo 558-bis, introdotto nel 2019 dal Codice Rosso, punisce chi costringe o induce al matrimonio, a qualunque età. Fra l’agosto 2019 e il maggio 2021 ne sono stati registrati ventiquattro casi, un terzo su minorenni.
Ventiquattro. In quasi due anni, in un Paese di cinquantotto milioni di persone.
E prima di indignarsi per l’Anatolia conviene ricordare che fino al 1981 — quarantacinque anni fa, non nel Rinascimento — l’articolo 544 estingueva il reato di violenza sessuale se il colpevole sposava la vittima. Franca Viola aveva diciassette anni quando disse di no. È per questo che è diventata un caso nazionale.
Chi tiene il conto e chi no
C’è un dettaglio che toglie la voglia di guardare chiunque dall’alto in basso.
La Turchia il numero lo pubblica. Nel 2024 il suo istituto di statistica ha registrato 9.971 matrimoni di ragazzi fra i sedici e i diciassette anni: 9.354 erano ragazze. Di quelle, centosessanta risultavano già divorziate e quattro vedove. Sono soltanto i matrimoni registrati all’anagrafe.
L’Italia invece il numero non lo pubblica. Il report ISTAT sui matrimoni del 2024 è uscito a gennaio: quindici pagine. I minorenni compaiono una volta sola, nel glossario, dove si legge che «lo Stato disciplina i casi in cui eccezionalmente possano contrarre matrimonio anche due persone minori di 18 anni». Quanti siano, non è scritto. L’ultimo dato che sono riuscito a trovare è del 2007: centocinquantasei matrimoni con almeno un minorenne, contro i millecinquecentosessantadue del 1993.
Sul resto viaggiano le stime. Una cifra — duemila spose bambine in Italia — il Centro nazionale per l’infanzia la smentì nel 2010: era un dato mondiale ritagliato e incollato sull’Italia. Circola ancora.
Chi non vuole essere visto
E il diciotto?
Il diciotto non lo ha deciso nessuno. Non esiste in Italia una norma che vieti di vendere a un minorenne un oggetto per il piacere: l’unico articolo in materia parla di «oggetti osceni» e non nomina i minori.
Vendere un oggetto osceno, dal 2016, è una multa. Dirlo in giro è ancora un reato, fino a tre anni.
Quella soglia la mettono i privati. I circuiti di pagamento, che non vogliono grane. Le piattaforme pubblicitarie: chi vende questi oggetti deve etichettarli come contenuto per adulti. Da lì le pagine spariscono dai risultati di chiunque non abbia disattivato a mano il filtro. E la mettiamo noi che vendiamo, con una casella nei termini in cui il cliente dichiara di essere maggiorenne — che nessuno ci ha chiesto e che abbiamo messo per prudenza.
Sull’unica soglia che riguarda l’età in cui la scoperta del proprio corpo è più urgente e più priva di istruzioni, il legislatore non si è espresso. Il vuoto l’hanno riempito un processore di pagamenti e un filtro di ricerca.
E qui Malatya smette di somigliarmi.
Quel matrimonio doveva essere visto. Una ragazzina in abito da sposa, in un parco pubblico, davanti a un professionista pagato per fissarla in una fotografia da appendere: la costrizione passava dall’essere mostrata. Per questo la filiera è un’idea seria — ciò che va esibito può essere fermato da chiunque lo guardi.
Chi accede a un negozio online alle due di notte fa l’esatto contrario. Non lo costringe nessuno; semmai si nasconde — dai genitori, dal coinquilino, dal fattorino, da una certa idea di sé. E quel nascondersi non è un difetto della faccenda: è la faccenda. Nessuno vuole essere guardato mentre impara qualcosa del proprio corpo. A sedici anni meno che mai.
Essere visti è ciò che permette a qualcuno di intervenire. Non esserlo è ciò che permette di scoprire. Una soglia d’età sola non può servire tutte e due le cose.
Noi l’abbiamo messa dalla parte del silenzio: non dove c’è la sala prenotata, l’abito pagato e una firma davanti a un giudice — lì la legge autorizza, a sedici anni — ma nell’unico posto in cui non c’è nessuno da salvare, perché non c’è nessuno che costringe. Non sto chiedendo di vendere vibratori ai sedicenni: è una domanda seria e non tocca a me rispondere. Dico che nessuno se l’è mai posta.
Delle oltre 9.000 ragazze turche sposate nel 2024 fra i sedici e i diciassette anni, quattro erano vedove. Lo sappiamo perché qualcuno, in Turchia, le ha contate.
Quanti sedicenni italiani abbiano dichiarato di averne diciotto non lo sa nessuno. Non lo sapremo mai.
Quella casella serve a questo.
Fonti
- Hürriyet Daily News, Photographer admits beating up man who wanted to marry child in Turkey’s east (9 luglio 2018)
- Gazete Duvar, intervista a Onur Albayrak (10 luglio 2018, ripresa da Milliyet)
- Diken, ‘Çocuk gelin’i çekmeyen fotoğrafçı (9 luglio 2018)
- Turkish Minute, Wedding photographer lauded for refusing to take photos of child bride (10 luglio 2018)
- TÜİK, statistiche su matrimoni e divorzi 2024
- ISTAT, Matrimoni, unioni civili, separazioni e divorzi — Anno 2024 (19 gennaio 2026)
- Centro nazionale di documentazione e analisi per l’infanzia, Spose bambine in Italia, numeri e (troppi) errori (15 febbraio 2010)
- Ministero dell’Interno, Matrimoni forzati, 24 i casi registrati dall’entrata in vigore del Codice rosso (22 giugno 2021)
- Art. 609-quater c.p., atti sessuali con minorenne
- Art. 84 c.c., età per contrarre matrimonio
- Art. 528 c.p., pubblicazioni e spettacoli osceni
- Google Merchant Center, Adult-oriented content
Aldo Carnero
Musicista e autore
Aldo Carnero, Torino 1969. Su Sensi scrive di corpi, desiderio e linguaggio della società.
www.aldocarnero.itLe Lettere di Frutille
Un invio discreto, quando c'è davvero qualcosa da condividere.