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Preliminari: cosa sono e perché il tempo conta

A cura della Redazione Frutille

Preliminari: che cosa sono e perché il loro tempo conta

Si chiamano di solito preliminari i baci, le carezze, il massaggio, le parole e ogni forma di contatto che accompagna un rapporto sessuale. Il nome li mette prima, ma è in quel tempo che il corpo può prepararsi: l’eccitazione sale, arriva la lubrificazione e per qualcuno il desiderio comincia proprio lì. Per questo, insieme a quello che piace, conta anche quanto durano.

Che cosa si intende per preliminari

La parola indica un posto nel tempo: quello che viene prima di un’altra cosa, che di solito si dà per scontato sia la penetrazione. Dentro ci stanno gesti molto diversi fra loro, dal bacio alla carezza lunga, dal massaggio al contatto con le mani o con la bocca. Il nome li raccoglie tutti per il posto che occupano più che per quello che fanno.

Il limite della parola è che suppone una parte principale, alla quale il resto prepara la strada. Per qualcuno il piacere arriva soprattutto da questi gesti. In una coppia, di qualunque composizione, la penetrazione può non esserci oppure non essere il centro: lì quello che si chiama preliminari è l’incontro intero.

Che cosa succede nel corpo in quel tempo

Con l’eccitazione il sangue affluisce ai genitali e i tessuti erettili cambiano stato. Il clitoride si gonfia come il pene. Con l’eccitazione può cambiare anche il modo in cui si sente un tocco: uno che all’inizio sembrava troppo diretto, più tardi può risultare piacevole. Nello stesso tempo arriva la lubrificazione, un liquido che filtra dalle pareti della vagina per effetto dello stesso afflusso di sangue. Ha tempi e variazioni suoi: risente degli ormoni e di alcuni farmaci, mentre la stanchezza può pesare sull’eccitazione; a volte è scarsa anche quando il desiderio c’è.

La risposta può cambiare durante l’incontro, senza seguire tappe uguali per tutti, con avvicinamenti e pause. Quanto tempo serva cambia da una persona all’altra e da un incontro all’altro: se ne può lasciare di più a chi ne vuole di più, finché tutte e due le persone hanno voglia di continuare.

Il desiderio che arriva dopo il contatto

Il desiderio può precedere il contatto, come una voglia che c’è già prima di cominciare. Può succedere anche il contrario: il desiderio si accende nel contatto, a partire da una vicinanza che si desidera già, mentre il corpo capisce che può restare lì senza un compito da svolgere. È quello che si chiama desiderio responsivo.

Visti da qui, i preliminari sono un tempo in cui il desiderio può arrivare, senza che debba. Per chi funziona così, dedicare tempo a un contatto che piace lascia alla voglia lo spazio per farsi sentire, anche quando all’inizio si sentiva poco.

Che cosa ci sta dentro

I preliminari sono un repertorio che due persone si costruiscono nel tempo, con quello che a tutte e due piace. I baci possono durare a lungo da soli. Le carezze vanno anche dove il corpo è meno atteso, sulla nuca, sulla schiena, sull’interno delle braccia. E c’è un tocco anche piccolo, che vale per quello che è senza dover portare altrove.

Il massaggio rallenta il ritmo e sposta l’attenzione sulla pelle; con un olio da massaggio il gesto scorre e può durare di più. Con i preservativi in lattice l’olio non si usa: con quelli va un lubrificante a base d’acqua o di silicone. Ci sono le parole: dire che cosa si vorrebbe, ricordare una volta che è piaciuta, raccontare quello che si immagina. Per qualcuno i preliminari cominciano prima di trovarsi nella stessa stanza, con un messaggio scritto durante la giornata che mette in moto l’attesa.

Fanno parte del repertorio anche le mani e la bocca sui genitali. Un oggetto, quando c’è, aggiunge un tipo di contatto che le mani non danno: sceglierlo in due è già un modo di parlarne. Un lubrificante adatto aiuta quando quella naturale tarda o non basta, in qualunque momento dell’incontro.

Nelle relazioni lunghe capita che questo tempo si accorci senza che nessuno lo abbia deciso: ci si conosce, si sanno le strade più brevi e si prendono quelle. Per riallungarlo si può partire dai gesti che ci sono già: rallentarli, tornare a parti del corpo rimaste fuori da tempo, oppure dire ad alta voce che si avrebbe voglia di più tempo.

Come se ne parla in due

Dire che cosa piace riesce più facile con parole semplici, in un momento tranquillo, anche fuori dal letto. Una frase detta con calma, come «mi piace quando vai piano» o «lì sì», vale più di un discorso. Durante, chiedere funziona allo stesso modo: «così?», «ancora?», «vuoi che continui?». Sono domande che tengono l’altra persona dentro quello che succede e fanno parte del consenso che si rinnova lungo tutto l’incontro, oltre il primo sì.

Capita che due persone abbiano tempi diversi e che ciascuna immagini male quelli dell’altra. In uno studio canadese del 2004 su 152 coppie eterosessuali, Miller e Byers hanno chiesto a ciascuna persona la durata abituale e quella ideale dei preliminari: in media uomini e donne hanno indicato durate ideali simili, per tutti e due più lunghe di quelle abituali che riferivano. Lo stesso studio ha trovato che le stime su che cosa desiderasse l’altra persona erano legate agli stereotipi più che a quello che aveva dichiarato. Parlarne serve anche a questo: a sostituire un’idea dell’altra persona con quello che dice davvero.

Domande frequenti

Quanto dovrebbero durare i preliminari?


Una durata giusta per tutti non esiste, perché eccitazione e lubrificazione hanno ritmi che cambiano da una persona all’altra e da un giorno all’altro. Conta il tempo che serve a chi ne vuole di più, finché tutte e due le persone hanno voglia di continuare. Nello studio citato sopra, in media sia gli uomini sia le donne desideravano preliminari più lunghi di quelli abituali.

Cosa si può fare nei preliminari?


Tutto quello che piace alle persone coinvolte e che tutte vogliono: baci, carezze, massaggio, parole, le mani e la bocca, un oggetto. Contano quello che piace e il ritmo: rallentare, cambiare, chiedere.

I preliminari sono necessari?


Dipende dalle persone e da che cosa cercano. Prendersi tempo può aiutare eccitazione e lubrificazione, senza garantirle: secchezza e fastidio hanno anche altre cause. Se qualcosa fa male ci si ferma; se il dolore si ripete o preoccupa, è il caso di parlarne con un medico e, se serve, anche in sessuologia.

E se a una persona ne bastano meno che all’altra?


È una differenza comune, che si può dire senza farne un giudizio. Una differenza di desiderio in coppia si affronta meglio parlandone: si possono alternare gesti e attenzioni, senza chiedere a nessuno di passare a qualcosa che non desidera.

Fonti

I contenuti di questo articolo si possono citare e riprendere liberamente, in tutto o in parte. Chiediamo soltanto di indicare la fonte con un collegamento a questa pagina.

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