di Aldo Carnero — Musicista e autore
L’Andrologo non è SOStituibile
Novembre, da noi, comincia con i morti. Quest’anno, per la Società Italiana di Andrologia, è anche il Mese dell’Andrologo. Con la maiuscola.
Detto così sembra la festa dei nonni. O la giornata mondiale del panda albino.
Il comunicato che lo apre è arrivato alle agenzie il pomeriggio del 31 ottobre, fra le zucche e i crisantemi. L’ho letto per intero, perché i giornali ne hanno ripreso soprattutto il titolo. Il titolo, in effetti, si fa notare: «Da farmaci a integratori fino ad OnlyFans uomini italiani spendono oltre 1,2 miliardi di euro annui per benessere sessuale».
L’ordine è quello giusto. Si parte dalla farmacia e si arriva al divano.
Il conto
Le voci sono cinque. I farmaci per l’erezione, gli integratori, i preservativi, i contenuti erotici a pagamento e una piccola parte sanitaria fatta di esami e test di fertilità.
Una sola ha una fonte: i farmaci, che vengono dal rapporto annuale dell’AIFA sull’uso dei medicinali. Per gli integratori e per i preservativi il comunicato scrive «si stima», senza dire chi abbia stimato.
Sui preservativi, poi, il testo è onesto fino in fondo. Parla della «spesa degli italiani in profilattici». Degli italiani, non degli uomini. Nel titolo finiscono sul conto degli uomini lo stesso.
La voce più grossa è il porno. Qui manca anche il «si stima»: «gli uomini spendono complessivamente tra i 390 e i 460 milioni di euro all’anno». Settanta milioni di differenza fra il minimo e il massimo, per l’unica voce del conto che non ha un numero solo.
Sommate, le voci possono fare un po’ meno di 1,2 miliardi o un po’ di più. Il titolo sceglie «oltre».
L’uomo del comunicato
Poi arriva la frase che tiene insieme tutto: «C’è però una voce in cui gli uomini spendono pochissimo: la prevenzione. Basti pensare che un uomo su due non è mai andato da un andrologo per un controllo».
Da dove venga quell’«uno su due» il comunicato non lo dice. Non c’è un sondaggio, non c’è un campione, non c’è un anno.
Letto dall’altra parte, vuol dire che un uomo su due dall’andrologo c’è andato. Detto così, non fa titolo.
Messo in fila, il ritratto è questo: un uomo che paga OnlyFans, si compra le pillole su internet e dal medico non ci va. A me pare che nei comunicati sulla salute l’uomo sia sempre quello che sbaglia. Di solito, però, il ritratto lo completano i titoli dei giornali. Stavolta hanno fatto tutto gli andrologi. Il porno nel conto l’hanno messo loro. La prevenzione l’hanno messa in fondo, alla voce «pochissimo».
Le pillole
Torno all’unica cifra con una fonte. Il rapporto dell’AIFA conta 256 milioni spesi nel 2025 per i farmaci della disfunzione erettile. Li mette fra i farmaci di classe C con ricetta: senza ricetta, in farmacia, il sildenafil e il tadalafil non te li danno.
L’unica cifra certificata del conto, insomma, è passata da un medico.
Il comunicato aggiunge che quella spesa è cresciuta del 15 per cento in un anno. Lo attribuisce allo stesso rapporto. Il rapporto scrive 4,6.
Il presidente della società, Alessandro Palmieri, la mette così: «Si comprano pillole, gel e integratori, spesso online e senza una diagnosi». In Italia un farmaco con obbligo di ricetta online non si può vendere. Quell’«online» è il mercato nero. Esiste davvero. Dopo i controlli di marzo sulle spedizioni dirette in Italia, l’Agenzia delle Dogane ha scritto che resta «rilevante» l’importazione illecita di sildenafil, tadalafil e vardenafil. Quanto valga quel mercato non lo sa nessuno.
Nel conto infatti non c’è. Sta solo nel rimprovero.
C’è poi una domanda che il comunicato non si fa. Il sildenafil e il tadalafil non li prende solo chi ha un problema. Li prende anche chi vuole andare sul sicuro, fare bella figura, durare un po’ di più. Dati italiani non ne ho trovati. In Argentina, nel 2009, un ragazzo sano su cinque fra i 18 e i 30 anni li aveva provati almeno una volta, il più delle volte grazie a un amico. Per sapere che succede anche qui non servono studi.
Basta essere vivi.
Il perno della campagna, però, è un altro. Qui bisogna essere seri. Palmieri: «La disfunzione erettile può essere il primo segnale di una malattia del cuore e dei vasi: curarla da soli significa rischiare di non vederla».
È vero. Lo scrivono anche le linee guida europee: chi si trova davanti una disfunzione deve chiedersi come sta il cuore e, se serve, mandare dal cardiologo.
Il comunicato però legge ogni pillola come una disfunzione. Ogni disfunzione come un cuore da controllare. Del ragazzo che la prende il sabato sera per fare bella figura non parla.
Se il punto è il cuore, il cuore porta da un medico. Il sildenafil può prescriverlo anche il medico di famiglia, che quindi la disfunzione la vede pure lui. Il cuore poi lo cura il cardiologo, che l’opuscolo della campagna mette fra gli «amici dell’andrologo».
La campagna si chiama «Andro SOS – L’Andrologo non è SOStituibile». Le maiuscole sono loro.
Con il suo stesso argomento, sostituibile lo diventa.
Non condizionante
L’opuscolo è di otto pagine, con «Mese dell’Andrologo» stampato su ognuna. Quando arriva all’erezione scrive che «in pazienti selezionati, alcuni nutraceutici – come ginseng, maca, citrullina, arginina, zinco, vitamine del gruppo B e N-acetilcisteina – possono essere utilizzati come supporto». Per la prostatite ne propone altri: serenoa repens, pino marittimo, bromelina. Subito dopo arriva l’avvertenza: «Farmaci e integratori non sono terapie “fai da te”».
È la frase del comunicato, quasi parola per parola. Gli integratori comprati da soli sono un errore da rimproverare. Gli stessi, dopo la visita, sono un supporto.
Sulla pagina della campagna, sotto il link all’opuscolo, c’è scritto: «Con il contributo non condizionante di». Seguono cinque loghi. Almeno quattro sono di aziende che vendono integratori per l’uomo. In uno c’è il pino marittimo con la serenoa. In un altro la serenoa con la bromelina. In un terzo l’arginina.
Non condizionante.
Il mercato resta quello. Cambia chi ti apre la porta.
L’opuscolo accanto
Rileggo il conto pagina per pagina. I farmaci ci sono, con il tadalafil «su indicazione dell’andrologo». Gli integratori ci sono. Il preservativo c’è. Gli esami ci sono quasi in ogni scheda.
Il porno no. Non c’è una scheda, non c’è un consiglio, non c’è una riga.
Nel conto era la voce più grossa.
Fonti
- Società Italiana di Andrologia, «Sessualità: da farmaci a integratori fino ad OnlyFans uomini italiani spendono oltre 1,2 miliardi di euro annui per benessere sessuale», testo integrale della nota stampa — Agenzia Opinione, 2 novembre 2026
- «Salute sessuale, da farmaci a Onlyfans italiani spendono 1,2 miliardi l’anno» — ANSA, 31 ottobre 2026
- Società Italiana di Andrologia, «Campagna 2026 Andro S.O.S. – L’andrologo non è sostituibile»
- Società Italiana di Andrologia, opuscolo «Mese dell’Andrologo – Campagna Andro SOS» (PDF)
- AIFA, L’uso dei farmaci in Italia. Rapporto nazionale anno 2025 (OsMed), sezione 2.4
- Ministero della Salute, vendita online dei medicinali senza obbligo di prescrizione (d.lgs. 219/2006, art. 112-quater)
- Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, comunicato stampa «Operazione internazionale Pangea XVIII», 26 maggio 2026 (PDF)
- Bio-Stilogit, IPB-3 (pino marittimo, ortica, serenoa)
- Ecupharma, integratori (Urelax Flogo: serenoa e bromelina)
- Morganceutical, Art4man Advance (inositolo, arginina)
- Amado Bechara e altri, «Recreational use of phosphodiesterase type 5 inhibitors by healthy young men» — Journal of Sexual Medicine, 2010
- European Association of Urology, Guidelines on Sexual and Reproductive Health, «Management of erectile dysfunction»
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Aldo Carnero
Musicista e autore
Aldo Carnero, Torino 1969. Su Sensi scrive di corpi, desiderio e linguaggio della società.
www.aldocarnero.itLe Lettere di Frutille
Un invio discreto, quando c'è davvero qualcosa da condividere.