Spedizione gratuita e discreta, sempre.

Frutille
Succhia clitoride: come funziona, come si sceglie

A cura della Redazione Frutille

Aria pulsata e suzione: come funzionano e come si sceglie

Un succhia clitoride è uno stimolatore che lavora attraverso l’aria: una piccola apertura si appoggia intorno al clitoride e l’aria chiusa al suo interno si muove in onde di pressione che si alternano. Il nome viene dal mercato, mentre la maggior parte di questi oggetti funziona ad aria pulsata e solo una parte a suzione vera. Nella scelta conta più l’intensità minima della potenza massima, insieme alla misura dell’apertura.

Che cosa fa davvero uno stimolatore ad aria pulsata

La testina ha una piccola cavità aperta verso il corpo. Quando il suo bordo si appoggia sulla pelle intorno al clitoride, la cavità diventa uno spazio quasi chiuso, dentro il quale un meccanismo fa variare la pressione dell’aria in rapida successione: l’aria spinge, si ritrae, torna a spingere. Il corpo riceve questa alternanza come una serie di impulsi che arrivano senza che niente prema sulla parte più sensibile. Per questo si parla di contatto indiretto. È lo stesso principio che spiega come questa zona risponde a una pressione larga e mediata, qui guardato dal lato dell’oggetto.

La suzione vera lavora in un altro modo. Crea nella cavità una depressione continua o progressiva, che richiama i tessuti verso l’apertura e li trattiene con un ritmo più lento, a volte insieme a un movimento meccanico o a una vibrazione. Nelle schede dei prodotti il confine fra le due famiglie è meno netto di quanto suggeriscano i nomi, perché lo stesso principio compare a volte sotto un’etichetta e a volte sotto l’altra. La domanda utile riguarda il ritmo: impulsi rapidi che si alternano, oppure un richiamo che si accumula e poi si scioglie. Esistono infine i modelli doppi, che affiancano alla testina ad aria una parte vibrante, spesso pensata per l’interno, con comandi separati per l’una e per l’altra.

Che cosa si sente: la differenza con una vibrazione

Una vibrazione si trasmette per contatto. Il motore fa oscillare la superficie dell’oggetto, l’oscillazione passa ai tessuti e la sensazione dipende molto da quanto si preme e da dove: più ampia con un appoggio leggero, più precisa quando l’oggetto resta fermo su un punto. Chi ha già scelto un vibratore partendo dal corpo conosce questa grammatica, fatta di pressione e di piccoli spostamenti.

Con l’aria pulsata la pressione della mano conta molto meno. Basta che il bordo aderisca perché la sensazione arrivi concentrata in un punto preciso, con una profondità che la leggerezza dell’appoggio non lascia prevedere. Per alcuni corpi è proprio la qualità che cercavano, dopo aver trovato il contatto diretto troppo forte; per altri la stessa concentrazione, la prima volta, sorprende. Entrambe le risposte dipendono dalla soglia di chi lo usa più che dall’oggetto.

Come si sceglie

Le schede elencano molte funzioni, ma per una prima scelta contano soprattutto quattro cose.

La misura dell’apertura e le testine intercambiabili

L’apertura deve circondare il clitoride senza schiacciarlo, quindi la sua misura pesa quanto la forma del corpo dell’oggetto. Molti modelli hanno testine rimovibili e ne includono una seconda di misura diversa, per adattare la vestibilità a corpi diversi. Una testina che si smonta ha anche un vantaggio pratico, perché si lava a parte.

L’intensità più bassa conta più di quella più alta

Nelle schede i livelli vanno di solito da sei a quattordici: il numero, da solo, dice poco. Conta quanto è morbido il primo livello e quanto sono vicini i gradini, perché è lì che si lavora la prima volta e ogni volta che il corpo chiede meno. Alcuni modelli tornano al minimo con una pressione breve del tasto: un dettaglio piccolo, che diventa utile proprio quando la soglia personale si sposta senza preavviso.

Rumore, acqua, ricarica

Il rumore dipende dalla qualità del motore più che dalla dimensione dell’oggetto. Alcune schede lo dichiarano in decibel; dove il dato manca, resta una delle cose che si valutano a orecchio. Ci sono poi modelli che si attivano soltanto quando la testina tocca la pelle, il che evita di tenerli accesi a vuoto.

Sull’acqua le schede usano una sigla: la maggior parte degli stimolatori ad aria pulsata dichiara IPX7 e si presenta come adatta anche alla doccia o alla vasca. Quando la scheda non dice niente sull’acqua, è più prudente considerare l’oggetto da tenere asciutto. La ricarica passa quasi sempre da un cavo USB, spesso con una base o un attacco magnetico. L’autonomia dichiarata va da mezz’ora a quattro ore, da leggere come un ordine di grandezza più che come una promessa.

Solo aria, o aria e vibrazione insieme

I modelli doppi permettono di combinare due tipi di contatto e di regolarli in modo indipendente. Per una prima esperienza, un oggetto che fa una cosa sola rende più facile capire che cosa si sta sentendo e a quale livello; chi sa già di cercare anche una stimolazione interna può partire direttamente da lì. Gli stimolatori ad aria pulsata raccolgono entrambe le famiglie, mentre fra gli stimolatori a suzione si trovano anche i modelli che uniscono aspirazione e movimento.

La prima volta: da dove cominciare

Conviene partire dal livello più basso e accendere l’oggetto quando la testina è già appoggiata, oppure avvicinarla lentamente con l’oggetto acceso al minimo. Il bordo deve aderire alla pelle: se l’aria trova una via d’uscita, la sensazione si disperde. Spesso basta uno spostamento di pochi millimetri per cambiarla del tutto. Un velo di lubrificante a base d’acqua sul bordo rende l’appoggio più morbido e più stabile.

Le pause fanno parte dell’uso. Una sensazione così concentrata può saturare in fretta: allontanare la testina per qualche secondo lascia al corpo il tempo di ritrovare il segnale. Se compare dolore, o un fastidio che resta anche dopo, è il momento di fermarsi; se continua nei giorni successivi, è il caso di sentire un medico.

Dopo: lubrificante e cura

Il lubrificante a base d’acqua va bene con tutti i materiali, mentre quello al silicone va evitato sulle superfici in silicone, che in questa categoria sono quasi tutte. È la regola che vale per ogni oggetto in silicone e qui non cambia.

Dopo l’uso la testina, quando si smonta, va lavata a parte con acqua tiepida e sapone neutro, perché la cavità trattiene più facilmente i residui. Il resto segue le attenzioni che valgono per ogni oggetto per il benessere personale: asciugare bene prima di riporre, ricaricare solo a oggetto asciutto.

Domande frequenti

È troppo intenso, è normale?


Capita, soprattutto le prime volte. La sensazione arriva tutta in un punto e senza la mediazione della mano, quindi anche il livello minimo può sembrare tanto. Allontanare appena la testina, cambiarne l’angolo o fare una pausa la rende più leggibile; se resta troppo, è un’informazione sulla soglia di quel momento più che un difetto dell’oggetto o del corpo.

Si può usare in coppia?


Sì: le forme compatte trovano posto anche fra due corpi vicini. Come per ogni oggetto che entra in due, la parte più utile accade prima, quando si dice che cosa incuriosisce e dove fermarsi. È lì che un oggetto diventa una cosa da usare insieme.

Si può usare in acqua?


Dipende da quello che dichiara la scheda. Con IPX7 i produttori lo presentano come adatto anche alla doccia o alla vasca; senza un’indicazione sull’acqua è meglio tenerlo asciutto. In acqua il lubrificante a base d’acqua si scioglie più in fretta, quindi va riapplicato più spesso.

Abitua il corpo?


È una delle domande più cercate su questi oggetti. Quello che si può dire riguarda la sensibilità in generale: cambia con lo stato del corpo, con la stanchezza e con l’intensità ricevuta poco prima: per questo, dopo una pausa, torna a farsi sentire. Alternare livelli diversi e tipi diversi di contatto è il modo più semplice per accorgersi di come risponde il proprio.

Percorsi vicini

Altri pensieri che dialogano con questo testo, da attraversare con lo stesso tempo.

Le Lettere di Frutille

Un invio discreto, quando c'è davvero qualcosa da condividere.