A cura della Redazione Frutille
Masturbazione femminile: come si comincia e che cosa conta
La masturbazione femminile è il piacere che ci si dà da sé, con le mani o con un oggetto. Per molte persone il centro è il clitoride; la pressione e il ritmo che piacciono cambiano da una persona all’altra. Per cominciare aiutano un po’ di tempo, un posto dove nessuno disturba e la disponibilità a provare senza aspettarsi un risultato preciso.
Che cosa succede nel corpo
Il clitoride è più grande di quello che si vede. La parte visibile, protetta da una piega di pelle, è l’estremità più innervata di una struttura in gran parte interna, che prosegue verso il basso e ai lati. Il tocco che piace, poi, varia molto da una persona all’altra: c’è chi cerca un contatto diretto e chi una pressione larga e indiretta, intorno al centro.
Con l’eccitazione questa struttura si riempie di sangue e cambia stato, come altri tessuti erettili. Insieme allo stato cambia la sensibilità: un contatto che all’inizio sembrava troppo può diventare piacevole qualche minuto dopo; se invece fa male, ci si ferma. Nello stesso tempo arriva la lubrificazione, che varia con gli ormoni, con alcuni farmaci, con le condizioni di salute e può essere scarsa anche quando il desiderio c’è: è una risposta del corpo con i suoi tempi, che un lubrificante può accompagnare.
Come si comincia
Si arriva a questa domanda da punti diversi: chi non l’ha mai fatto o l’ha fatto poco, chi lo fa da anni e vuole capire meglio quello che prova, chi sta pensando a un primo oggetto. La partenza è la stessa per ognuno di questi ingressi e passa dal corpo prima che dalla tecnica.
Il tempo e il posto
Può aiutare un momento senza orologio, in un posto dove nessuno entra all’improvviso. La fretta e il rumore a volte arrivano al corpo prima ancora del tocco. Per qualcuno la luce bassa e il telefono in un’altra stanza aiutano a spostare l’attenzione verso l’interno, dove l’ascolto viene prima di qualunque gesto.
Le mani, prima di tutto
Le mani sono il punto di partenza più semplice, perché toccano e sentono nello stesso momento. Conviene partire lontano dal centro, dall’interno delle cosce, dal pube, dalle grandi labbra, con carezze lente che lasciano al corpo il tempo di accorgersi di essere toccato. Il clitoride si raggiunge dopo. Anche qui i modi sono diversi: attraverso la piega di pelle che lo copre, con il palmo appoggiato sopra, con un dito direttamente sulla punta. Qualche goccia di lubrificante a base d’acqua sulle dita rende il contatto più scorrevole, soprattutto all’inizio.
Anche la posizione si può cambiare: sulla schiena con le ginocchia piegate, su un fianco, a pancia in giù con la mano sotto il corpo. Ognuna sposta il peso e l’angolo del contatto, quindi vale la pena provarne più di una prima di scegliere quella abituale.
Pressione, ritmo, direzione
Sono le tre cose da variare, una alla volta. La pressione va da un tocco appena appoggiato a uno più deciso; il ritmo può restare lento e continuo oppure farsi più rapido; la direzione cambia la sensazione più di quanto ci si aspetti, fra piccoli cerchi, un movimento dall’alto verso il basso e uno di lato. Quando qualcosa funziona si può restare lì per un po’. C’è chi preferisce un ritmo ripetuto e chi l’alternanza: lo si scopre provando.
Anche l’attenzione fa parte del gesto. Quando i pensieri tornano alla lista delle cose da fare, un’immagine, un ricordo o una fantasia aiutano a rientrare nella sensazione: la mente lavora insieme alle mani, quindi quello che la occupa cambia anche quello che arriva al corpo.
Che cosa cambia con un oggetto
Un oggetto aggiunge un tipo di contatto che la mano non sa dare, quindi la scelta parte da quale contatto si cerca. Un vibratore trasmette un’oscillazione, continua o a intermittenza secondo il programma: appoggiato vicino al clitoride arriva più largo, tenuto fermo su un punto si fa più preciso. Si comincia dall’intensità più bassa, salendo solo se il corpo lo chiede. Negli stimolatori ad aria pulsata una piccola testina si appoggia intorno al clitoride, con una lieve pressione per aderire alla pelle; l’aria al suo interno si muove in onde di pressione: una sensazione molto concentrata, senza sfregamento diretto sul centro.
Per un primo oggetto contano poche cose: una forma semplice, un primo livello davvero morbido e un materiale facile da pulire come il silicone, quando l’etichetta lo dichiara puro. Fra i vibratori mini ci sono le forme più piccole e intuitive, mentre gli stimolatori clitoridei raccolgono aria pulsata, suzione e vibrazione esterna. Sul silicone si usa un lubrificante a base d’acqua, compatibile con tutti i materiali; per il singolo oggetto valgono le sue indicazioni. Chi non ha mai avuto un oggetto può partire anche solo dalla curiosità, che non impegna a nulla.
Quando il piacere non arriva
Capita, anche a chi conosce bene il proprio corpo. Stanchezza, pensieri e momento del ciclo cambiano la risposta, così lo stesso gesto che un giorno funziona il giorno dopo resta muto. In quei momenti si può provare a cambiare ritmo o intensità, oppure fermarsi e riprendere un’altra volta.
L’orgasmo è uno degli esiti possibili e la masturbazione ha senso anche senza. Rilassarsi, conoscere meglio le proprie reazioni, tornare a sentire il corpo dopo una giornata passata altrove sono ragioni sufficienti. La pressione di doverci arrivare, invece, può rendere più difficile lasciarsi coinvolgere, come quando il piacere prende la forma di una prestazione.
Se c’è dolore, oppure il piacere manca del tutto da molto tempo e questo pesa, è il caso di parlarne con chi se ne occupa per mestiere, in ginecologia o in sessuologia.
Domande frequenti
La frequenza varia molto da una persona all’altra: c’è chi lo fa ogni giorno, chi qualche volta al mese, chi per lunghi periodi per niente. Le abitudini cambiano anche nel corso della vita, con l’età, con le relazioni, con il carico delle giornate. Diventa una questione da guardare solo quando crea disagio o toglie spazio ad altre cose che contano.
Una possibile causa di fastidio è l’attrito: un contatto lungo e asciutto può irritare la pelle; un lubrificante a base d’acqua e un tocco più leggero aiutano a evitarlo. Anche la secchezza o un prodotto irritante possono dare fastidio. Se compare dolore ci si ferma senza insistere; se il fastidio resta o preoccupa, è il caso di sentire un medico.
Un riferimento sono le indagini nazionali britanniche sulla sessualità (Natsal), condotte su campioni probabilistici della popolazione residente. Nella rilevazione del 2010-2012, su oltre quindicimila persone, fra il 38 e il 44 per cento delle donne fra i 25 e i 54 anni ha detto di essersi masturbata nel mese precedente l’intervista; fra le donne più anziane la quota è più bassa, fino a una su dieci fra i 65 e i 74 anni (Fischer e altri, Journal of Sex Research, 2025). Il dato conta solo l’ultimo mese: chi lo fa più di rado risulta fra chi ha risposto di no.
Sì. È un piacere che sta accanto a quello condiviso. Chi sa che cosa funziona sul proprio corpo può anche dirlo, o mostrarlo, a chi ha accanto.
Fonti
- Fischer N., Kozák M., Graham C.A., Clifton S., Mercer C.H., Mitchell K.R., Trends in masturbation prevalence and associated factors: findings from the British national surveys of sexual attitudes and lifestyles, Journal of Sex Research, 2025 (testo completo nell’archivio dell’Università di Glasgow): il campione di Natsal-3 (15.162 persone, 2010-2012), le donne che dichiarano di essersi masturbate nel mese precedente per fascia d’età, dal 43,7% fra i 25 e i 34 anni al 10,3% fra i 65 e i 74
- O’Connell H.E., Sanjeevan K.V., Hutson J.M., Anatomy of the clitoris, Journal of Urology, 2005: il glande come unica parte visibile del clitoride, densamente innervato, e il resto della struttura interno
- Herbenick D., Fu T.J., Arter J., Sanders S.A., Dodge B., Women’s Experiences With Genital Touching, Sexual Pleasure, and Orgasm: Results From a U.S. Probability Sample of Women Ages 18 to 94, Journal of Sex & Marital Therapy, 2018: le preferenze diverse per punto, pressione e ritmo del tocco
- NHS, Vaginal dryness: la lubrificazione che varia con gli ormoni, con alcuni farmaci e con le condizioni di salute, e la secchezza da prodotti irritanti
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