Un oggetto che lavora sulla presenza e uno che aggiunge un movimento: due grammatiche diverse del contatto.
Tag editoriale
Una traccia trasversale tra gli articoli di Frutille, da seguire senza fretta.
Un oggetto che lavora sulla presenza e uno che aggiunge un movimento: due grammatiche diverse del contatto.
Tre famiglie di oggetti, un materiale che decide quasi tutto e una domanda che viene prima delle altre: chi tiene il ritmo.
Non esiste l’oggetto migliore in assoluto: esiste quello giusto per come si vive il proprio corpo, il proprio tempo, e ciò che si cerca.
Un cambiamento fisiologico, non un problema da nascondere. Orientarsi con calma, senza medicalizzare.
Tra il momento in cui scegli qualcosa per te e quello in cui arriva a casa, anche la discrezione fa parte dell’esperienza.
Non una tecnica, ma un dialogo tra pressione, ritmo e contatto. E una zona del corpo più estesa di quanto sembri.
Prima dell’oggetto viene la conversazione. Come sceglierlo e usarlo in due, senza che diventi una prova.
Dal primo utilizzo alla cura: un approccio orientato all’ascolto, non alla performance.
Non è un rimedio a qualcosa che manca. È uno strumento di comfort, utile a chiunque voglia aggiungere scorrevolezza all’esperienza.
La risposta dipende dal tipo di contatto che si cerca, prima ancora che dalla forma dell’oggetto.
A volte, un oggetto aiuta a restare lì un momento in più.
Scopri la selezione Frutille