Achille — Pretty Love
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Mostra altriUn dildo realistico, o fallo realistico, richiama l’anatomia in tre cose, in quest’ordine: la consistenza, la forma, il colore. La forma è la più facile da imitare, ed è quella che si vede per prima nelle immagini. La consistenza è quella che si sente, e che separa un oggetto riuscito da una copia.
La differenza la fa la doppia densità: un nucleo più rigido, avvolto da uno strato esterno morbido che cede alla pressione e poi torna. È il modo in cui si comporta un corpo, non un oggetto. Alcuni modelli arrivano a tre densità. Il colore viene per ultimo: la selezione copre toni naturali diversi, oltre al nero e a qualche colore che non imita niente.
La selezione comprende due famiglie di materiali: in maggioranza silicone, per il resto TPE, PVC e gomme.
Il silicone, liquido o platinico e spesso a doppia densità, non è poroso: si lava in profondità con acqua calda e sapone neutro, non trattiene odori e dura nel tempo. Come si cura un oggetto dipende dal materiale, e il silicone è fra i più semplici. È più costoso, e chiede un lubrificante a base acqua.
Il TPE, insieme al PVC e alle gomme senza ftalati, è più morbido al primo tatto e costa meno. È però poroso: trattiene residui che il lavaggio non raggiunge del tutto, e dura meno. Si lava dopo ogni uso, si asciuga bene, si conserva separato dagli altri oggetti, e si tiene per uso personale oppure si usa con un preservativo. È una scelta che si può fare, sapendo cosa comporta: cosa vuol dire body-safe, e cosa cambia quando un materiale non lo è.
Quasi tutti i modelli della selezione hanno una base a ventosa. Tiene su superfici lisce e non porose, come piastrelle, vetro o specchi, e permette di usare il dildo a mani libere. Su superfici ruvide non fa presa.
Molti sono compatibili con un’imbracatura: la base passa attraverso l’anello e resta in posizione. Alcuni hanno una base rimovibile, pensata per un sistema di aggancio della stessa linea. Le imbracature sono nella sezione strapon.
Nelle schede si trovano due lunghezze: quella totale e quella inseribile. Conta la seconda, perché la totale comprende la base e, nei modelli che li hanno, i testicoli. Il dato decisivo resta il diametro, che nella selezione va da circa 3,5 a oltre 7 cm. I formati più ampi hanno una sezione a sé, fra i dildo maxi.
Più della cifra, conta il confronto con qualcosa che si conosce già: un oggetto che si possiede, o un metro da sarta, danno un’idea più precisa di qualunque fotografia. Un formato che il corpo accoglie senza sforzo è quello giusto.
Chi cerca la stessa famiglia di forme con un motore la trova fra i vibratori realistici. Cosa cambia fra i due lo racconta dildo o vibratore.
Il silicone non è poroso, si pulisce in profondità e dura anni. Il TPE è più morbido e costa meno, ma è poroso: trattiene residui che il lavaggio non raggiunge del tutto, e va tenuto per uso personale o usato con un preservativo. Per un oggetto da tenere a lungo, o da condividere, il silicone.
Su quelle lisce e non porose: piastrelle, vetro, specchi. La superficie va pulita e asciutta, e una base appena inumidita aiuta la presa. Su legno grezzo, tessuto o intonaco non tiene.
Sì, se la base è più larga dell’anello dell’imbracatura. Molti modelli della selezione nascono anche per questo. Quelli con base rimovibile si agganciano solo ai sistemi della stessa linea.